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Dopo il concilio di Trento: il sinodo del vescovo Sisto Visdomini

La parola sinodo indica genericamente una riunione di rappresentanti di diverse chiese.
Agli albori della Chiesa, sinodo e concilio erano sinonimi ma con il passare dei secoli si sono progressivamente distinti. Concilio sta ad indicare una riunione indetta dal Papa con rappresentanti delle diverse chiese locali al fine di discutere questioni di carattere dottrinale, mentre con il termine sinodo si indica una riunione indetta dal vescovo alla quale partecipano i sacerdoti di una determinata diocesi per discutere i problemi della vita pastorale, amministrativa e disciplinare di quella specifica Chiesa locale… Insomma, il sinodo è lo strumento attraverso il quale il vescovo fa “il punto della situazione” con i membri del suo ufficio e stabiliva le linee comuni secondo le quali procedere.
A seguito del Concilio di Trento (1545-1563), i sinodi diventano più frequenti in quanto si vedono attribuita una funzione essenziale: vigilare sull’attuazione dei decreti tridentini nei vari territori diocesani.

Il volume che ora andremo ad analizzare più da vicino ‒ le Constitutiones editae in dioecesana synodo Mutinensi ‒ è appunto il resoconto che venne pubblicato all’indomani del sinodo convocato dal vescovo Sisto Visdomini che nel 1571 succedette a Giovanni Morone come vescovo di Modena. L’assemblea fu indetta nel 1572 al fine di diffondere nelle varie parrocchie della diocesi le conclusioni del sinodo stesso e una serie di indicazioni e testi necessari per la gestione quotidiana delle parrocchie e il controllo sulle anime dei fedeli.
Si tratta infatti di un volume composito, che contiene tre sezioni:

- Costituzioni del sinodo diocesano di Modena del 23 settembre 1572 (cc. 1-18)
- Indice dei libri proibiti una ristampa dell’edizione già pubblicata nel 1564 (cc. 19-59)
- un libello contenente i canoni penitenziali e i casi riservati, vale a dire un catalogo delle colpe con le relative pene canoniche, utilizzato per l’amministrazione del sacramento della penitenza, e un elenco dei peccati la cui assoluzione era esclusivo appannaggio del vescovo. (cc. 60-77)

Frontespizio Sinodo Visdomini

Sul frontespizio di questo volume, in luogo della marca tipografica si osserva lo stemma di Sisto Visdomini (troncato: al primo d’argento all’aquila nera, al secondo di rosso al castello d’argento, sormontato da due putti speculari nell’atto di reggere una tiara vescovile).
La marca tipografica degli stampatori si trova invece nell colophon (putto con due gigli in mano a cavallo di una tartaruga, in cornice). Gli stampatori, Paolo, Andrea e Timoteo Gadaldin, attivi a Modena fra 1565 e 1572, subentrati al padre, Cornelio il vecchio, nell’arte tipografica (m. 1560).

Colophon

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