Cinquecentine: un riflesso della vita della Chiesa

Il Cinquecento è stato un secolo travagliato per la storia della Chiesa. Oltre alla protesta di Lutero, che con le sue novantacinque tesi diede il via alla Riforma protestante nel 1517, negli anni Trenta anche l’Inghilterra manifestò volontà scismatiche.
Enrico VIII, il sovrano inglese, era sempre stato un devoto suddito del Papa. Addirittura la sua difesa della Chiesa cattolica dagli attacchi di Lutero gli era valsa il titolo di Defensor fidei (Difensore della fede) ma questo non gli impedì di distaccarsene, nel momento in cui il Papa si rivelò incapace di concedergli ciò che egli voleva di più: l’annullamento di un matrimonio scomodo e privo di eredi maschi.

Naturalmente il Papa e la Chiesa non rimasero a osservare in silenzio.
Ormai la stampa a caratteri mobili esisteva da quasi un secolo e aveva pienamente rivelato le sue potenzialità come strumento educativo nei confronti dei fedeli.
Ecco dove entra in gioco questo particolare libro, conservato nella biblioteca dell’ Archivio, il Pro Ecclesiasticae Unitatis Defensione edito nel 1538 destinato, come spiega il titolo da Reginald Pole cardinale a re Enrico VIII “in difesa dell’unità ecclesiastica” . Il libro conservato qui in una prima edizione è una sorta di lettera, formalmente indirizzata al re inglese ma in realtà all’intera cristianità, contenente un’accorata difesa dell’unità della Chiesa sotto l’egida dell’autorità papale.

Frontespizio


In un momento di grande difficoltà per la Chiesa, Pole coglie l’occasione per ricordare a tutti i fedeli quale sia l’unica vera Chiesa, mettendo in guardia il lettore dalle insidie degli eretici protestanti. Anna Bolena, qui identificata come la causa dello scisma, è descritta come una strega, vicina alle posizioni dei protestanti e che con le sue arti ha plagiato il re allontanadolo dalla vera fede. Anna ed Enrico sono presentati come dei moderni Jezhabel e Achab, in una metafora biblica che è così importante per l’autore che questi decide addirittura di evidenziarla nei Nota Bene inseriti ai margini del testo.
I Nota Bene, come dice la loro denominazione, sono indicazioni che richiamano l’attenzione del lettore su quanto di importante si aveva intenzione di comunicare.

Nota Bene

Il volume qui esaminato è stampato in formato in folio.
Ma cosa vuol dire in folio?
Nel processo di creazione del libro il foglio di partenza (folio, appunto) veniva piegato tante volte quante erano necessarie per raggiungere la misura desiderata. Il foglio così piegato andava a formare un fascicolo ‒ o quaderno, l’unità base del libro ‒ e i fascicoli venivano cuciti insieme a formare il libro.
Il formato dello stesso era dunque dato dal numero di piegature che erano state effettuate sul folio originale; in quarto (4°) foglio piegato quattro volte, in ottavo (8°) foglio piegato otto volte e così via…
Il formato più grande è il cosiddetto folio atlantico, in cui il foglio veniva lasciato nel suo formato originale senza alcuna piegatura. Poi troviamo il folio, che è costituito dal foglio piegato a metà sul lato lungo.
Tra i formati più piccoli troviamo il ventiquattresimo (24°) e il trentaduesimo (32°) ma esistono anche formati più piccoli ‒ 64° e 128° ‒ che però sono di epoca assai più tarda e venivano usati per lo più come piccole rarità per collezionisti.

Da un punto di vista bibliografico vale anche la pena notare la posizione delle indicazioni di stampa.
La consuetudine di posizionarle sul frontespizio comincia a stabilirsi verso la fine degli anni Quaranta del Cinquecento. Nel periodo precedente, quando si trovavano alla fine del volume, immediatamente prima rispetto all’eventuale errata corrige, una o più pagine con la correzione di eventuali errori che veniva aggiunto dal tipografo, ove necessario, dopo che l’autore aveva revisionato la prima versione della stampa.

Colophon

Errata Corrige


Lo stampatore di questo particolare volume, Antonio Blado (1490 - 1567) fu attivo a Roma sin dal 1516 e dal 1549 ricoprì il ruolo di Stampatore Camerale, vale a dire di tipografo ufficiale della Reverenda Camera Apostolica, titolo che, alla sua morte, passo al figlio Paolo (m. 1593).

 

C'è ancora un'altra piccola curiosità degna di nota riguardo questo libro:

taglio del libro con titolo

Il titolo non si trova sul dorso, come ci si potrebbe aspettare, bensì sul taglio delle pagine. Questo perchè, fin quasi al Seicento, era comune conservare i libri sdraiati in orizzontale all'interno degli scaffali delle librerie, e non in verticale come ora.

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