Scopri le miniature

Non si può parlare di codici senza parlare di miniature.
Quelle che troviamo nella Leges Salicae però sono un po’ diverse rispetto a quelle che ci aspetteremmo di trovare nei codici; si tratta infatti di miniature a tutta pagina, per quanto, nel caso specifico, sarebbe più corretto parlare di illustrazioni.
Mancano infatti alcuni degli elementi tipici e caratterizzanti delle miniature, primo fra tutti lo sfondo.
Solitamente le immagini miniate sono racchiuse all’interno di uno spazio delimitato, un piccolo quadrato o un rettangolo, interamente colorato; di norma lo sfondo era dorato ed era ottenuto utilizzando una sottilissima foglia d’oro. Anche gli altri colori utilizzati – in prevalenza rosso e blu – erano derivati da pigmenti naturali; il rosso era estratto da un minerale, il minium, che già in epoca romana era usato dagli scribi per scrivere i titoli dei documenti.
In epoca medievale divenne il pigmento più utilizzato dai monaci per le loro decorazioni, al punto che esse stesse presero il nome da tale minerale. Dunque: mancanza dello sfondo e colori “sbagliati” sono i motivi per cui queste illustrazioni non possono essere chiamate miniature in senso proprio.

Per quanto riguarda invece i temi di tali illustrazioni?
Secondo voi sono un altro dei criteri per i quali non si può parlare di miniature in senso stretto?

Albero genealogico c. 4v

In realtà no. Per quanto le miniature più famose siano quelle a corredo dei testi sacri, e dunque il loro contenuto sia solitamente a carattere religioso, le miniature potevano raffigurare un’ampia varietà di soggetti, rispondenti a un’altrettanto ampia varietà di scopi.
Si trovavano in ogni tipo di testo, dai breviari ai testi di erboristeria, passando per le raccolte di leggi – come quella che stiamo esaminando ora.
Potevano avere funzione prettamente decorativa, con utilizzo di motivi geometrici, fitomorfi (piante) o zoomorfi (animali), oppure potevano essere strettamente in relazione con il testo, visualizzandone in forma grafica il contenuto e agendo come supporto mnemonico.

Autori della legge salica –Wisegast, Aregast, Salegast, Bedegast- nell’atto di dettarla a un monaco c. 11v

Passiamo ora al Missale Vetus: questa vi sembrerà più familiare come miniatura.

Immagine

 

Una cornice angolare a motivi fitomorfi e zoomorfi decora la pagina, dove l’attenzione viene immediatamente catturata dalla miniatura.
Il sottile bordo in ocra, realizzato in punta di pennello, fa la sua comparsa proprio a partire dal XV secolo e funge da ulteriore cornice rispetto a quella color oro. Anche lo sfondo, di un blu profondo, contribuisce a delimitare in modo preciso i confini spaziali entro i quali si svolge la scena.
Sapete come veniva ottenuto il colore blu?
In molti avrete risposto “lapislazzuli” ma non è proprio esatto. I lapislazzuli erano ovviamente assai costosi e dunque venivano usati di rado. La maggior parte delle volte si usava l’azzurrite, ovviamente meno onerosa. A partire dal XVIII secolo poi si comincerà a usare anche l’ossido di cobalto.
Presenza dello sfondo, ben due cornici, posizione sulla pagina... caratteristiche tipiche della miniatura “tradizionale” che qui possiamo osservare al completo. Nessuna meraviglia che ci sembri dunque così familiare: ad aumentare questa sensazione contribuisce indubbiamente il soggetto raffigurato.
Basta una rapida occhiata per riconoscere il tema religioso dell’immagine.

Anche senza riuscire a leggere il testo, la figura distesa vestita d’azzurro è immediatamente riconoscibile come la Vergine Maria proprio per il colore della sua veste; la sua posizione, così come la presenza delle persone che la circondano, fanno pensare ad una veglia intorno al letto di morte o ad un rito funebre ed in effetti questa supposizione trova conferma nel testo della pagina.
Le prime righe recitano:
Gaudeamus, omnes in Domino diem festum celebrantes sub honore Mariae virginis de cuius assumptionem gaudent angeli et collaudant Filium dei. ( Rallegriamoci tutti nel Signore celebrando questo giorno solenne in onore di Maria Vergine, per la cui Assunzione gli angeli si rallegrano e lodano il figlio di Dio.).
Si tratta dunque del testo della Messa in celebrazione dell’Assunzione al Cielo della Vergine (15 agosto) e la miniatura raffigura il momento che precede immediatamente tale evento: la cosiddetta dormitio Virginis (il "sonno" di Maria, prima dell'elevazione al Cielo in anima e corpo)

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