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Sospensione dell'apertura al pubblico dei Musei e degli Istituti di cultura a seguito delle nuove misure di contenimento dell’emergenza epidemiologica COVID-19 

La Presidenza del Consiglio ha adottato nuove misure di contenimento dell’emergenza epidemiologica COVID-19 sull’intero territorio nazionale.

In tutta Italia è prevista:

- la sospensione delle mostre e del servizio di apertura al pubblico dei musei e degli altri istituti e luoghi della cultura di cui all’art. 101 del codice dei beni culturali e del paesaggio, di cui al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42 (sono quindi inclusi musei, archivi, biblioteche, aree e parchi archeologici).

Pertanto, in ottemperanza a quando disposto dal DPCM del 3 novembre 2020, il servizio di apertura al pubblico della Sala di studio dell'Archivio dicoesano di Modena-Nonantola sarà sospeso a partire da domani, giovedì 5 novembre, fino al 3 dicembre compreso.

Art. 101. Istituti e luoghi della cultura

1. Ai fini del presente codice sono istituti e luoghi della cultura i musei, le biblioteche e gli archivi, le aree e i parchi archeologici, i complessi monumentali.

2. Si intende per:

a) "museo", una struttura permanente che acquisisce, cataloga, conserva, ordina ed espone beni culturali per finalità di educazione e di studio; 
b) "biblioteca", una struttura permanente che raccoglie, cataloga e conserva un insieme organizzato di libri, materiali e informazioni, comunque editi o pubblicati su qualunque supporto, e ne assicura la consultazione al fine di promuovere la lettura e lo studio;
c) "archivio", una struttura permanente che raccoglie, inventaria e conserva documenti originali di interesse storico e ne assicura la consultazione per finalità di studio e di ricerca.
d) "area archeologica", un sito caratterizzato dalla presenza di resti di natura fossile o di manufatti o strutture preistorici o di età antica; 
e) "parco archeologico", un ambito territoriale caratterizzato da importanti evidenze archeologiche e dalla compresenza di valori storici, paesaggistici o ambientali, attrezzato come museo all’aperto;
f) "complesso monumentale", un insieme formato da una pluralità di fabbricati edificati anche in epoche diverse, che con il tempo hanno acquisito, come insieme, una autonoma rilevanza artistica, storica o etnoantropologica.

3. Gli istituti ed i luoghi di cui al comma 1 che appartengono a soggetti pubblici sono destinati alla pubblica fruizione ed espletano un servizio pubblico. 

4. Le strutture espositive e di consultazione nonché i luoghi di cui al comma 1 che appartengono a soggetti privati e sono aperti al pubblico espletano un servizio privato di utilità sociale.

Restano comunque garantite le attività d'ufficio, il servizio di consulenza per le ricerche e il servizio di fotoriproduzione dei documenti.

 

Riapertura al pubblico dell'Archivio storico diocesano

Riapertura al pubblico dell'Archivio storico diocesano

da martedì 9 giugno 2020

L'archivio garantisce la pulizia, la disinfezione  e la sanificazione periodica di tastiere, schermi touch, mouse, tavoli, maniglie con adeguati detergenti sia nella sala di consultazione aperta al pubblico, sia nei depositi a cui ha accesso il personale di servizio.

È fatto obbligo allo staff dell'archivio l'utilizzo di guanti e mascherine nell'esercizio del servizio all'utenza.

A causa dell’emergenza Coronavirus gli accessi da parte degli utenti devono essere contingentati e i flussi regolati per consentire il rispetto della distanza di sicurezza interpersonale di almeno due metri.

All'ingresso saranno disponibili sostanze disinfettanti.

L'orario di apertura al pubblico resta invariato:

martedì e giovedì dalle ore 9,00 alle ore 17,00

L'ingresso è consentito soltanto previo appuntamento da richiedere al numero

348-3847940  o via mail:  Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

  • All'atto della prenotazione sarà anche possibile richiedere i materiali oggetto di studio in modo da velocizzare le operazioni di reperimento.
  • È consentita la presenza in sala per non più di due ore per ciascun utente, fatte salve comprovate esigenze di studio e scadenze lavorative e di consegna. Gli utenti potranno accedere all’archivio solo all’orario loro assegnato. Il mancato ingresso all’orario assegnato comporta l’esclusione dell’utente dalla sala studio per quel giorno.
  • È fatto obbligo ai visitatori dell'archivio di indossare mascherina e guanti durante tutta la permanenza in sala di consultazione
  • Al fine del rispetto di tutte le misure igienico-sanitarie di prevenzione raccomandate per l'accesso ai servizi pubblici è consentita la presenza in sala di non più di tre utenti contemporaneamente, oltre alla postazione dell'archivista/sorvegliante di sala.
  • A ciascun utente sarà assegnata una postazione, nel rispetto delle distanze di sicurezza.
  • I documenti consultati dagli utenti, una volta terminata la consultazione, dovranno restare in quarantena per dieci giorni.
  • I movimenti degli utenti all’interno della sala studio e l’uscita dalla stessa deve essere autorizzata dal personale responsabile al fine di evitare assembramenti all’ingresso e al servizio di sala.
  • Rimane a disposizione il servizio di consulenza telefonica e via mail e l'invio per corrispondenza di riproduzioni di documenti.
  • Restano invariate le altre norme per la consultazione indicate nel regolamento dell'archivio: https://www.archiviodiocesano.mo.it/sala-studio-regolamento

Cartelli interni regoleranno l’eventuale accesso ai servizi igienici

Prolungamento della sospensione delle attività di apertura al pubblico dal 1° marzo all'8 marzo 2020

Le nuove indicazioni della Conferenza episcopale dell’Emilia-Romagna per prevenire la diffusione del Covid-19

La Conferenza Episcopale dell’Emilia-Romagna si è riunita oggi in assemblea a Bologna, a Villa San Giacomo, e durante i lavori presieduti da S.E. il card. Matteo Zuppi, presidente della Ceer e arcivescovo di Bologna, in comunione con i vescovi della Lombardia e della Provincia ecclesiastica Veneta ha elaborato una nota in cui dispone:

“In ordine alla celebrazione dell’eucaristia il nostro desiderio più profondo era e rimane quello di favorire e sostenere la domanda dei fedeli di partecipare all’eucaristia.

Considerata la comunicazione odierna della CEI – che interpretando il Decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri, invita a non celebrare le Sante Messe feriali con il popolo – a differenza di quanto precedentemente disposto chiediamo ai sacerdoti, alla luce della delicata situazione sanitaria e delle richieste delle autorità competenti, di celebrare le Sante Messe feriali senza la partecipazione dei fedeli sino a sabato 7 marzo.

Ci riserviamo di dare altre indicazioni, entro venerdì 6 marzo, alla luce di ulteriori sviluppi e delle decisioni delle istituzioni.

Le chiese continuino a restare aperte, nel rispetto delle norme del Decreto, per la preghiera.

Consapevoli della sofferenza e del disagio arrecato dalla situazione, in ordine ai nostri oratori e circoli sono sospese fino all’8 marzo compreso tutte le attività formative, aggregative e sportive. È disposta la chiusura degli spazi aperti al pubblico. Fino a domenica 8 marzo compresa, le iniziative e gli incontri presso altri ambienti parrocchiali, restano sospesi.

Confidiamo che le misure di rigore alle quali aderiamo per senso di responsabilità a tutela della salute pubblica siano condivise da tutte le istituzioni ecclesiali e civili e accolte in ogni ambito in modo corale.

Ringraziamo i sacerdoti, i collaboratori e gli operatori sanitari e di ordine pubblico, con tutti i volontari, per l’opera svolta, incoraggiandoli a perseverare nel loro servizio.

Affidiamo le comunità diocesane, con un particolare pensiero a quelle più provate, ai malati e colpiti dalla calamità in atto, all’intercessione materna e confortante di Maria, Madre del Signore e della Chiesa”.

Le precedenti disposizioni che rimangono in vigore sono le seguenti:

  1. Si tolga l’acqua benedetta dalle acquasantiere.
  2. Per i funerali è consentita la celebrazione delle esequie senza Messa, con i soli familiari. Sono sospese le veglie funebri. Si propone di celebrare SS. Messe di suffragio solo al termine di questa fase critica.
  3. Sono sospese le visite alle famiglie per le benedizioni pasquali.
  4. Sono consentite le consuete visite ai malati e l’Unzione degli infermi.
  5. Gli incontri di catechismo e del dopo-scuola riprenderanno alla riapertura delle attività scolastiche.
  6. Sono sospese feste e sagre parrocchiali.
  7. I Centri d’ascolto e i servizi della Caritas diocesane e parrocchiali svolgeranno la propria attività in accordo con le rispettive diocesi e secondo le indicazioni delle competenti autorità territoriali.

Bologna, 2 marzo 2020.

Conferenza Episcopale dell’Emilia-Romagna

Sospensione delle attività di apertura al pubblico

In base a quanto disposto dall'ordinanza del Presidente della Giunta Regionale dell'Emilia-Romagna n. 66/2020 del 23 febbraio 2020, dal 24 febbraio e fino al 1 marzo compreso è prevista la sospensione dei servizi di apertura al pubblico dei musei e degli altri istituti e luoghi della cultura.

http://www.chiesamodenanonantola.it/comunicato-dellarcivescovo-in-merito-alla-diffusione-del-coronavirus/

Comunicato dell’Arcivescovo in merito alla diffusione del ‘coronavirus’

Per contrastare la diffusione del “coronavirus”, che sta interessando anche l’Emilia-Romagna, il Presidente della Regione ha firmato oggi, domenica 23 febbraio, un’ordinanza che sospende fino al prossimo 1 marzo:

  • le manifestazioni o iniziative di qualsiasi natura, di eventi e di ogni forma di aggregazione in luogo pubblico o privato, anche di natura culturale, ludico, sportiva, ecc., svolti sia in luoghi chiusi che aperti al pubblico;
  • la sospensione dei servizi educativi dell’infanzia e delle scuole di ogni ordine e grado nonché della frequenza delle attività scolastiche e di formazione superiore, corsi professionali, master, corsi per le professioni sanitarie e università per anziani ad esclusione dei medici in formazione specialistica e tirocinanti delle professioni sanitarie, salvo le attività formative svolte a distanza;
  • la sospensione dei servizi di apertura al pubblico dei musei e degli altri istituti e luoghi della cultura, dei beni culturali e del paesaggio, nonché dell’efficacia delle disposizioni regolamentari sull’accesso libero o gratuito a tali istituti o luoghi;
  • la sospensione di ogni viaggio di istruzione sia sul territorio nazionale che estero.

In considerazione di tale ordinanza, sentito anche il Prefetto di Modena, nei territori dell’arcidiocesi di Modena-Nonantola e nella diocesi di Carpi le parrocchie e gli enti ecclesiali sospenderanno le attività che rientrano nell’elenco indicato dalla Regione.
Sono inoltre sospese le celebrazioni liturgiche feriali per l’intera settimana da lunedì 24 febbraio a sabato 29 febbraio compreso. Per quanto riguarda le Messe prefestive di sabato 29 e le Messe festive di domenica 1 marzo, verrà diffuso un aggiornamento entro giovedì sera.
In sostituzione della celebrazione del Mercoledì delle Ceneri, il 26 febbraio, i fedeli sono invitati ad un momento di preghiera e meditazione personale e in famiglia, anche con l’ausilio delle celebrazioni trasmesse alla radio e alla televisione.
I funerali si celebrino in Chiesa chiedendo la presenza di un numero ristretto di persone. È opportuno sospendere per l’intera settimana le benedizioni annuali alle famiglie.

+ Erio Castellucci